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Le traversate

Giulia Cammarota
21 luglio 2026 di
Giulia Cammarota, Funambola

Un cavo teso a unire due punti nello spazio. Un filo d’acciaio, sospeso, che disegna una nuova via nell’aria. Le traversate sono momenti unici: esperienze create su misura, dove l’impossibile si fa visibile. Ogni cavo che si tende è un invito ad attraversare lo spazio in un modo nuovo, inedito. Un gesto poetico, audace, che trasforma il paesaggio, gli occhi di chi guarda e il respiro di chi ascolta. Attraversare un luogo camminando nel vuoto è un atto di presenza. Per me, funambola, è una forma di connessione profonda con me stessa, con l’ambiente che mi accoglie e con ogni persona che partecipa a quell’istante sospeso. Per chi guarda, è un viaggio emotivo. Un coinvolgimento fisico, visivo, empatico.

Ho un motto, a volte lo dico ad alta voce, altre lo lascio fluttuare nell’aria: “Vi porto con me.” Ed è davvero così. Nel silenzio teso del cavo, in ogni passo, il mio corpo ascolta e dialoga con ciò che mi circonda. Il vento, i rumori, gli sguardi, i battiti del cuore. Tutto entra a far parte della traversata. Tutto è vivo. Ogni progetto nasce da un luogo, da un desiderio, da una visione. Che si tratti di un festival, un evento speciale, un sito naturale o urbano, insieme possiamo immaginare e realizzare una traversata che sia irripetibile, potente, poetica.

Perché ogni cavo teso è una storia. Ogni passo nel vuoto è un incontro. Ogni traversata, una possibilità di volo.